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Cenni storici

Il Medio Evo fu senza dubbio il periodo più importante della storia di Brusson.

Il feudo di Graines comprendeva allora i comuni di Gressoney-Saint-Jean e di Gressoney-La-Trinité, d'Ayas, di Brusson et di Challand-Saint-Anselme. Le origini di questo feudo sono antichissime. Allorché ricostruì l'abbazia di Saint-Maurice, nel Vallese, il re Sigismondo di Borgogna la dotò di diverse proprietà, tra le quali Graines.

A lungo i monaci amministrarono queste terre. Nel XII° secolo, accordarono l'investitura della Signoria di Graines alla Casa di Challant, pattuendo il versamento di una rendita annuale e di un diritto signorile alla morte di ogni Signore.

I signori di Challant amministrarono fedelmente questo feudo fino al 1727, quando Victor Amédée de Savoie lo affidò all'Abbazia e ordinò a Georges François Octave di Challant di riconoscersi feudatario dell'abate.

Tuttavia nulla cambiò. Nel 1782, i proprietari cedettero definitivamnete il patrimonio di Graines e nel 1786, gli Challant cedettero il loro feudo (pattuendo 18.000 lire per Brusson e 14.000 lire per Ayas).

Nel 1630 la grande epidemia della peste che colpì la Valle d'Aosta non risparmiò il comune di Brusson.

Verso la fine de XIX secolo, a Brusson, come in numerosi altri centri della Valle d'Aosta, arrivarono i primi villeggianti.

Anche Brusson, come tutti gli altri paesi, visse il dramma della Grande Guerra Alcune famiglie contavano 3,4,5,6, addirittura 7 o anche 8 figli soldati!

Nel 1918, arrivò il flagello dell'influenza spagnola che fece 34 vittime a Brusson.

Con l'arrivo del fascismo, il nome del comune fu italianizzato e divenne "Brussone". La seconda guerra mondiale vide nuovamente numerosi figli del paese partire con l'esercito.

Infine, nel 1945, finirono gli anni della miseria più dura. Brusson divenne una bella stazione turistica d'estate e, dopo alcuni anni, anche una rinomata località invernale per lo sci di fondo soprattutto, ma anche per la discesa sulle piste di Palasinaz.